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Carpe “Diem”

I popoli antichi ci spiegano come gestire il nostro denaro

Giovedì 21 aprile 2022, abbiamo partecipato, insieme alla Prof.ssa Clelia Fratini e al Prof. Gregorio Mandarini, per un loro progetto, allo webinar “I popoli antichi ci spiegano come gestire il nostro denaro”, un incontro online organizzato dalla Banca d’Italia e dal Museo del Risparmio. Eravamo insieme a tanti altri Istituti superiori italiani, prevalentemente Licei, tra i quali abbiamo notato anche il “Giulio Cesare” di Roma. Anche per questo si è parlato di Ovidio (e di Orazio).

Abbiamo appreso le vicende legate alla nascita della moneta e all’evoluzione delle sue funzioni nell’arco dei secoli e presso le diverse popolazioni: dalla civiltà mesopotamica all’era digitale.

Nella Mesopotamia i Sumeri utilizzavano per gli scambi l’argento, l’oro e l’orzo che venivano pesati come moneta merce; inoltre migliaia di tavolette attestano l’esistenza di rapporti di credito e di debito tra i soggetti. Un importante aiuto in questa indagine lo fornisce Omero con il suo poema l’ “Iliade” in cui ci fa sapere che l’unità di misura del valore delle cose era il bue mentre la moneta merce, o commodity money, per eccellenza, insieme agli schiavi era costituita da conchiglie e pellicce. Leopardi ci fa notare nel suo “Zibaldone” che nei poemi omerici non vengono menzionate monete metalliche.

(Solo con Pericle la gestione della moneta divenne un’arte).

Successivamente furono inventate le monete metalliche: contare le monete infatti era più facile che pesare i metalli. La prima attestazione di monete metalliche è nel 620 a. C. in Lidia, l’odierna Turchia. 

Già nella Roma imperiale era diffuso il fenomeno dell’inflazione cioè la perdita del potere d’acquisto della moneta, con un aumento dei prezzi dei beni e servizi. Come accade nella politica economica attuale, alcuni imperatori quali Diocleziano e Costantino cercarono di varare riforme monetarie ed economiche volte a contrastarla con esiti non sempre positivi. 

Solo nel ‘700 Carlo Magno introdusse la lira come unità di conto. 

Marco Polo nel suo “Milione” durante il suo viaggio in Cina nel 1300 attesta l’uso della banconota cartacea.

Sono stati però proprio gli italiani, insieme ai fiamminghi, ad inventare l’attività bancaria: non a caso a Londra la strada della finanza prende il nome di Lombard Street. Oggi le banconote e le monete metalliche sono moneta legale: è obbligatorio, come previsto dal Codice Civile, accettarle nello scambio beni e servizi. Sono emesse dalla Banca Centrale. 

Questo nostro viaggio si conclude laddove era iniziato, in una sorta di circolarità, con le criptovalute. Il Bitcoin, altamente volatile, utilizzata solo come riserva di valore e priva di tutela pubblica nel mercato, viene conservata, trasferita e negoziata solo digitalmente.

Stiamo tornando alle tavolette di argilla dei Sumeri? 

La risposta di Facebook con la stable coin “Diem”, che sarà ancorata al dollaro, ha preoccupato l’Eurozona, da qui il progetto della Banca Centrale con la CBDC (l’Euro digitale).

Abbiamo compreso che il concetto chiave che sta alla base dell’uso della moneta è la fiducia: una convenzione che funziona quando viene stabilita tra operatori di un mercato “sorvegliato” e regolamentato.

E voi avrete fiducia nel cogliere il “Diem”?

Gli studenti della classe II A dell’ITE

guarda il nostro video

ecco il power point del webinar

Museo_del_Risparmio_BI_21_aprile_2022

questo è il link della registrazione dell’evento al quale abbiamo partecipato

https://bit.ly/video_edufin_e_storia

 

 

 

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